30 Novembre Nov 2015 1723 3 years ago

Riforma socio-sanitaria regionale, per Comuni e Terzo Settore ancora tutta da costruire

Propongono alla Regione Lombardia un percorso di lavoro territoriale condiviso

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Cascina Triulza ha ospitato oggi l’incontro “Welfare e Comunità. Quale futuro dopo la riforma socio-sanitaria regionale?”, promosso dal Forum del Terzo Settore - Lombardia in collaborazione con Fondazione Triulza, per analizzare come la riforma socio-sanitaria della Regione impatterà sul welfare di comunità e sul operato degli enti locali e degli operatori del sociale. All’incontro hanno partecipato circa un centinaio di amministratori pubblici e dirigenti, rappresentanti politici e istituzionali, operatori e volontari delle organizzazioni del terzo settore. Tra i relatori istituzionali Giulio Gallera, Assessore al Reddito di Autonomia e Inclusione Sociale della Regione Lombardia e Pierfrancesco Majorino, Assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano.

Giovanni Merlo, del Forum Terzo Settore Lombardia – organizzazione che ha elaborato un documento di analisi della nuova normativa - ha sottolineato come questa riforma sia “molto focalizzata sull’efficienza del comparto ospedaliero e della sua integrazione con i servizi sanitari e sociosanitari territoriali, non tenendo in debito conto i servizi e gli operatori del sociale, che sono quelli che continuano a dare risposta ai tanti bisogni reali delle persone: dagli anziani agli adolescenti, dai disabili alle persone con dipendenze, dai nuovi poveri ai nuovi casi di emergenza sociale. La riforma –aggiunge Merlo – si concentra sulla modifica degli assetti istituzionali e non sugli interventi da realizzare. Nella nuova governance territoriale il ruolo dei comuni e delle organizzazioni del terzo settore nella programmazione e nella realizzazione degli interventi socio-sanitari è ancora tutto da scrivere”.

Graziano Pirotta, Presidente del dipartimento Welfare ANCI-Lombardia, ha confermato la “difficoltà degli enti locali nel trovare in questo nuovo scenario spazi in cui poter interloquire sulla programmazione degli interventi. Vogliamo avere voce nella ridefinizione dei nuovi servizi territoriali e poter incidere di più sugli enti erogatori”, ha sottolineato.

Giulio Gallera, Assessore regionale all’Inclusione Sociale, è convinto che questa sia una riforma importante, coraggiosa e innovativa. “Abbiamo un sistema sanitario molto efficace ma bisognava affrontare questioni come le cronicità, in una popolazione che invecchia, o il tema delle risorse ogni volta più limitate. Ma la Regione Lombardia crede nella sussidiarietà e lavoreremo insieme agli enti locali e al privato sociale per integrare al meglio gli aspetti ospedalieri dal prendersi cura delle persone bisognose”, ha dichiarato Gallera

“Non vedo le opportunità di questa riforma”, ha ribadito invece Pierfrancesco Majorino, Assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, sottolineando “la necessità di mettere al centro della riforma le persone e di coinvolgere gli attori territoriali se veramente vogliamo razionalizzare gli interventi socio-sanitari e non solo i tagli alla spesa”.

Sergio Silvotti, portavoce del Forum e Presidente di Fondazione Triulza, ha chiuso la giornata auspicando “che prosegua il dialogo con tutti gli attori territoriali e con Regione Lombardia e che si arrivi presto ad attivare sedi di confronto e di lavoro strutturate, non solo per affrontare le criticità ma anche per non perdere opportunità e risorse, come quelle investite dai grandi enti filantropici, al fine di realizzare nuovi progetti di welfare di comunità”.

All’incontro, coordinato da Cristiano Gori, Ricercatore e Direttore di LombardiaSociale.it, hanno partecipato inoltre Lella Brambilla, Presidente AUSER Lombardia - Associazione per l’invecchiamento attivo Lombardia;

Riccardo Farina, CNCA- Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza; Marco Faini, Vicepresidente Ledha - Lega per i diritti delle persone con disabilità; Massimo Minelli, Presidente Alleanza delle Cooperative Lombardia area Welfare, e gli assessori alle Politiche Sociali dei comuni di Lecco e di Como Riccardo Marinai e Bruno Magatti.